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Tecnologia UMTS 1.
Il Sistema UMTS Il sistema UTMS (Universal Mobile Telecommunication System),
è un sistema di telecomunicazione radiomobile di “terza generazione
(3G)”, e in questa pagina per tale sistema verrano descritte le
principali caratteristiche. Attualmente, il sistema UMTS, ormai
caratterizzato da standard quasi mondiali che definiscono le principali
proprietà, è in una fase di sviluppo tale, grazie al lancio commerciale
in Europa di alcuni gestori, da permettere di poter usufruire dei
servizi offerti dalla nuova tecnologia con un’affidabilità pari a
sistemi globalmente diffusi, quali il GSM e il GPRS. Un Sistema
Radiomobile è un sistema che permette una connessione tra due
terminali, di cui almeno uno può essere in movimento. E’ possibile, per
l’utente, eseguire e ricevere chiamate in qualunque zona coperta dal
sistema stesso con un elevato grado di qualità. La copertura dell’area
da parte della rete radiomobile è effettuata attraverso dei punti
d’accesso chiamati Stazioni Radio Base (SRB). Ogni SRB può
fornire l’accesso alla stazione mobile se è possibile instaurare un
collegamento radio con il mobile stesso e se è disponibile almeno un
canale radio libero. I primi sistemi radiomobili (anni ‘20 - ’30)
facevano uso delle frequenze più basse dello spettro radioelettrico,
trasmettendo nella gamma MF (Media Frequenza: 0.3 ÷ 3 MHz). L’incremento della
conoscenza dei fenomeni elettromagnetici e l’evoluzione della tecnologia
hanno permesso di utilizzare una sempre più ampia porzione dello spettro,
potendo così passare alle gamme di frequenza superiori, giungendo oggi
all’uso della banda UHF (300 MHz ÷ 3 GHz) e delle Microonde.
Negli Stati Uniti, in
Giappone, e in Europa sono introdotti i primi sistemi commerciali (come AMPS, TACS
e NMT).
Tutti questi sistemi sono basati su tecniche d’accesso e d’accesso
multiplo a divisione di frequenza (FDMA – Frequency Division Multiple
Access) (FDD – Frequency Division Duplex). Con questa tecnica è
assegnata una determinata frequenza per le trasmissioni verso la SRB (Uplink),
ed una frequenza diversa per le trasmissioni verso il terminale mobile (Downlink).
Trasportando esclusivamente servizi voce, la modulazione utilizzata era di
tipo analogico (FM) e la
banda utilizzata per ciascun canale era di circa 30
KHz. I problemi che questi
sistemi incontravano erano prevalentemente dovuti ad effetti di fading
(effetto di evanescenza del segnale) e d’interferenza tra gli altri
utenti, i quali erano risolti con la trasmissione del segnale a potenze
relativamente alte, e con il riutilizzo delle stesse frequenze nelle celle
non adiacenti. Le difficoltà incontrate nei sistemi della prima
generazione hanno fatto crescere l'interesse per lo sviluppo dei sistemi
di seconda generazione. Con questi sistemi è
introdotto l'uso delle tecniche digitali per la trasmissione del segnale,
abbinando alle tecniche di codifica della voce anche sistemi per la
correzione d’errore e la sicurezza nelle comunicazioni. Ecco quindi che intorno
agli anni '90 si affaccia sul mercato la seconda generazione (2G)dei
sistemi per telefonia mobile: GSM,
D-AMPS,
PCS
e PDC.
Utilizzando tecniche digitali di modulazione s’introducono i vantaggi di
una maggiore efficienza spettrale e la possibilità di combinare le
trasmissioni dati insieme alle trasmissioni di tipo vocale. I primi
sistemi sviluppati negli Stati Uniti utilizzavano tecniche d’accesso a
divisione di tempo (TDMA- Time Division Multiple Access), dove ciascuna portante di 30
KHz era divisa in tre Time-Slot, e ciascuno di questi costituiva un
canale d’utente. In Europa era
standardizzato il GSM che,
utilizzando tecniche di modulazione GMSK,
consente di dividere una portante di 200
KHz in 8 Time Slot,
con conseguente aumento degli utenti che possono essere connessi
contemporaneamente con una sola cella. Per far fronte alle esigenze di
maggiori velocità nella trasmissione dati, in questi anni la seconda
generazione si è evoluta verso la generazione 2,5. Un esempio è
l'introduzione del GPRS sulle reti GSM,
il quale consente una maggiore velocità di trasmissione dati, e una più
vasta gamma di servizi offerti (Packet Data). Con questo sistema è
ora possibile realizzare delle trasmissioni dati fino a 171 Kbit/s in modalità Always On (sempre connesso).
Questo è reso possibile dalla possibilità di adattare il traffico di
tipo Packet Data Switched sull’attuale rete GSM,
che per sua natura è di tipo Circuit Data Switched. La differenza
consiste nel fatto che, rispetto al sistema GSM
tradizionale, un collegamento dati GPRS
utilizza le risorse di rete solamente quando i dati sono effettivamente
trasmessi, ed un utente potrà quindi avere tariffe più orientate verso
la quantità dei dati trasmessi indipendentemente dal tempo effettivo
della connessione. Nel 1992 la WARC (World
Administrative Radio Conference) ha individuato la banda dei 2 GHz per
l'utilizzo dei sistemi della terza generazione, e dal 1997 i sistemi che
vi operano sono standardizzati da uno specifico gruppo di lavoro in ambito
ITU prendendo il nome di IMT-2000. UMTS
è il nome dei sistemi di terza generazione. Le bande utilizzate nei vari
paesi sono pressoché le stesse, ma l'idea originale di realizzare
un’unica interfaccia radio standardizzata a livello mondiale non ha
avuto seguito, pertanto, anche se i sistemi di questa generazione
presentano in ogni caso molte similitudini, più che uno standard, l’IMT-2000,
è da considerarsi come una famiglia di sistemi alla quale l’UMTS
appartiene. Le bande individuate dal
WARC verranno utilizzate in Europa e in Asia con tecniche W-CDMA
(Wideband Code Division Multiple Access) e TD-CDMA (Time Division -Code
Division Multiple Access), mentre negli USA queste bande sono
già utilizzate dal sistema PCS,
pertanto gli operatori dovranno condividere con questo sistema le risorse
radio disponibili. L’UMTS inizialmente è standardizzato in Europa
dall’ETSI fino al 1998, poi nasce il 3GPP (3rd
Generation Partnership Project), associazione dei maggiori enti di
standardizzazione internazionali (europei, giapponesi, americani, coreani,
ecc.). L'UMTS
sarà allocato nelle bande di frequenza simmetriche (per il
duplex) di 1920 ¸
1980 MHz per l'Uplink, e 2110 ¸
2170 MHz per il Downlink (modo FDD
– Frequency Division Duplex),
nonché nelle bande asimmetriche da 1900 ÷ 1920 MHz e 2010 ÷ 2025
MHz (modo TDD – Time Division
Duplex). In entrambi i casi, le bande sopra riportate sono
suddivise in portanti da 5 MHz.
In particolare in Italia
le frequenze assegnate ad H3G (3), primo gestore di telefonia mobile ad
aver lanciato Europa la rete UMTS a livello commerciale, in sono le
seguenti: - 1900 ¸ 1905 per la banda asimmetrica (TDD) -
1955 ¸
1970 per la banda simmetrica
in Uplink (FDD) -
2145 ¸
2160 per la banda simmetrica
in Downlink (FDD) La decisione di
utilizzare modalità diverse per l'accesso radio comporta la necessità
per i terminali mobili di dover supportare i differenti standard. I primi
terminali UMTS supportano
anche il sistema di seconda generazione GSM e solo in futuro potranno
supportare anche le altre reti 3G.
La possibilità per i
terminali di potersi collegare anche alle reti della seconda generazione
consentirà una maggiore mobilità, specialmente nelle prime fasi
d’implementazione della rete UMTS
giacché non sarà coperta da subito la totalità del territorio.
I servizi che un utente
sottoscrive con un operatore saranno mantenuti anche in condizione di
mobilità verso altri operatori UMTS
(servizio chiamato roaming),
sfruttandone le capacità di "Virtual Home Environment" (VHE).
È inoltre allo studio una modalità di trasmissione a più portanti che
consentirà di creare una compatibilità tra i sistemi UMTS
e quelli CDMA-2000. L'introduzione della
tecnica W-CDMA, combinata
alle tecniche di codifica variabile (OVSF)
utilizzate per le canalizzazioni (di cui sarà discusso in un'altra pagima)
e all'utilizzo di opportuni algoritmi per il controllo della potenza
(Power Control), consentono di realizzare delle connessioni a differenti
velocità per ciascun utente, e sarà possibile utilizzare servizi
multipli in contemporanea, garantendo la qualità del servizio in ogni
momento della connessione pur utilizzando un’unica risorsa fisica (Bearer
Channel). L'obiettivo è in ogni modo quello di poter realizzare connessioni a 128 Kbit/s in condizioni di mobilità veicolare (fino a 500 Km/ora), connessioni a 384 Kbit/s in condizioni di mobilità pedestre, per arrivare fino a 2 Mbit/s in condizioni di ridotta mobilità. Per rendere più flessibili i servizi che una rete UMTS può offrire, le interconnessioni dei vari elementi di rete saranno realizzate con la tecnica ATM (interfacce Iu, e Iur come specificato nella pagina "Architettura della rete UMTS" ). Questa soluzione consente di interfacciare la rete ad accesso radio con la rete centrale in modo molto dinamico, e darà la possibilità di introdurre futuri cambiamenti nella struttura della rete senza dover intervenire direttamente sull'UTRAN (UMTS Terrestrial Radio Access Network), permettendo così uno sviluppo graduale ed in linea con le varie strategie adottate dai singoli operatori.
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Standard e specifiche 3G UMTS - Links
Le specifiche UMTS in 3GPP - Third Generation Partnership Project
IMT 2000 - International Mobile Telecomunications 2000 |
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